Planet Explorer 6, Norway: Day 2

Dopo 350 chilometri di guida praticamente nonstop, ad eccezione di una sosta per il carburante, arriviamo finalmente nelle isole Lofoten, sicuramente uno dei luoghi più incantevoli della Norvegia

DAY 2: Sandsella – Vespollen – Laukvik – Sandsella, 50 Km

Finalmente un po’ di relax per la tappa di oggi. E ce lo siamo ampiamente meritato, andando a letto alle 4.30 del mattino per montare la nostra prima puntata! Dopo 350 chilometri di guida praticamente nonstop, ad eccezione di una sosta per il carburante, arriviamo finalmente nelle isole Lofoten, sicuramente uno dei luoghi più incantevoli della Norvegia. Il nostro punto di arrivo, alle 21.15 della sera, è il Sandsletta camping (http://camping-lofoten.no), un villaggio di una manciata di case dove questo punto di sosta e di ristoro è un po’ come un’oasi in mezzo al deserto. Il camino acceso in mezzo alla stanza con al centro una base circolare dove sedersi e mangiare assieme al gruppo che mi segue è un piccolo privilegio, visto che stavolta Planet Explorer ha con se un piccolo gruppo di allievi fotografi, amanti dell’avventura e desiderosi di imparare come si costruisce una storia, come si crea un servizio.
Le isole Lofoten sono un piccolo arcipelago situato al nord del circolo polare artico, tremendamente belle per quella loro conformazione orografica fatta di montagne appuntite che si tuffano a picco sul mare, fiordi, ghiacciai e cascate. Se in estate sono affascinanti per quel verde intenso che le colora, in inverno sono ammantate in quel bianco candido che sembra quasi proiettarle in una dimensione surreale. Il nostro Quadro4 procede silenzioso ma senza indugio, l’asfalto delle Lofoten nel mese di marzo è un po’ a rischio per i rapidi passaggi da asciutto a bagnato e da innevato a ghiacciato. E naturalmente senza troppo preavviso. Le quattro ruote innalzano sicuramente il fattore sicurezza, anzi diciamo pure che un viaggio del genere sarebbe stato impossibile con qualsiasi altro mezzo, tanto è vero che siamo in assoluto gli unici motociclisti in giro.

Spostarsi senza una meta ben precisa alla Lofoten porta sempre e comunque un risultato in termini di scoperta, ma pure per il sottoscritto che sarà la decima volta che viene da queste parti, il piacere si rinnova comunque. A Laukvik, si arriva difficilmente per caso e, non a caso, ci fermiamo al Polar Light Center. Rob e Therese sono una coppia interessante, due signori sulla sessantina che otto anni fa hanno lasciato la loro fattoria in Olanda per venire a vivere nel grande nord. Da tecnico elettronico a studioso di aurore boreali il passo non è stato certo breve per Rob che oramai da 20 anni studia uno dei fenomeni più interessanti visibili in natura. Vista la felice posizione geografica che ne determina il clima, le Lofoten sono uno straordinario punto di osservazione per le aurore che da ottobre a marzo sono un po’ lo spettacolo del dopo cena, ammesso e concesso che il meteo preveda cielo sereno e attività magnetica, anche se moderata. Dolcetti al cocco, thè, caffè ed una lezione teorica di una quarantina di minuti con tanto di slideshow sono il piatto forte dei due inseparabili coniugi che hanno turisti da tutto il mondo: dal Brasile all’Australia. Ma la cosa più bella e soprattutto utile è che Rob inserisce sempre il numero di cellulare dei suoi visitatori in una sorta di green-list e alla sera, quando meno te lo aspetti, magari quando sei a cena o sotto i caldi piumoni, arriva il messaggio.

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E con la puntualità cronometrica di un olandese trapiantato in Norvegia il mitico Rob, che aveva previsto forte attività magnetica per ieri sera oltre a cielo sereno, ha fatto centro! Non facciamo a tempo ad iniziare a scrivere questa seconda puntata che subito Gabriella lancia l’allarme ancor prima di ricevere l’sms di Rob. “Ragazzi correte fuori subito, guardate che spettacolo!!!!” Difficile descrivere l’emozione che si vive nel vedere le aurore boreali, ma provate ad immaginare uno spettacolo di luci naturali che danzano nel cielo da una parte all’altra della volta celeste, creando forme strane e bizzarre ed illuminandosi di mille colori. Possono durare 5 minuti come 5 ore, nel nostro caso abbiamo iniziato a fotografarle alle 22 e siamo andati a letto alle 1.30. Anche per il centuaro più incallito difficile provare un’emozione più grande…

Testo di Luca Bracali