Planet Explorer 6, Norway: Day 3

Dopo la nottata trascorsa, osservando il cielo e fotografando le aurore a 10 sottozero, il mattino ha avuto un risveglio un po’ diverso dal solito…

DAY 3: Sandsletta – Ballstad, 105 Km

Dopo la nottata trascorsa, osservando il cielo e fotografando le aurore a 10 sottozero, il mattino ha avuto un risveglio un po’ diverso dal solito. Il nostro Quadro, rigorosamente parcheggiato all’aperto vicino alla cabina, era incappucciato da un sottile strato di rugiada ma nonostante la gelida notte artica si è acceso al primo colpo. Magari i problemi sono stati altri ed uscire dal parcheggio completamente lastricato di ghiaccio ha richiesto una notevole soglia di attenzione con le ruote posteriori che continuavano a pattinare. A livello di meteo, visto che da queste parti è l’argomento più ricorrente, la giornata di oggi è una di quelle da ricordare, tanto che un vecchio lupo di mare l’ha definita la più bella dall’inizio dell’anno.
Sicuramente i cambiamenti climatici sono una realtà più che documentabile, le temperature medie sono salite drasticamente: piove di più e nevica di meno. Basti pensare che lo scorso agosto proprio qui alle Lofoten la colonnina di mercurio ha registrato l’incredibile soglia di +31 gradi e alle centinaia di persone in acqua sembrava di stare sulla nostra riviera… Noi siamo vestiti come in un normale test o un viaggio in Italia quando siamo attorno agli 0°, abbiamo anche le manopole riscaldate ma non si sente nemmeno il bisogno di utilizzarle.
Il Quadro4 si muove con estrema disinvoltura sulla strada che corre da Vestpollen fino a Svolvaer, affrontando con naturalezza curve e cambi di pendenza. Il motore sicuramente non è un portento, ma alla fine i 100 orari si raggiungono a pieno carico con una certa rapidità e si viaggia per lunghi tratti sui 120 tenendo un’andatura quasi da crociera.

La storia delle Lofoten coincide praticamente con quella dell’industria ittica ed è dovuta all’eccezionale ricchezza di merluzzo in questi mari che si è sviluppata successivamente al ritiro dei ghiacciai avvenuto circa 10.000 anni fa. Ballstad è un villaggio situato sulla punta su sud-ovest di Vestvagoya e conta poco più di 800 abitanti ma visto che è anche il villaggio di pescatori più grande delle Lofoten, lascio a voi immaginare quale sia l’attività principale. Scegliamo volutamente di dormire proprio in una rorbu, al Sjøstrand Rorbuer la casetta tipica dei pescatori ma per una ragione in particolare, anzi per due. La prima è la squisita accoglienza di Mary Ann, la seconda è per documentare l’attività di suo marito, Borge, che da 42 anni solca le acque del grande nord facendo il pescatore. In Norvegia il lavoro è sempre ben retribuito, difficile trovare attività da meno di 3.000 euro al mese, ma per i pescatori i guadagni sono decisamente elevati. Borge è un duro che sa sorridere, ama parlare di se e del suo lavoro con semplicità ed ironia. Con una rapidità imbarazzante affila la lama e con altrettanto estro prepara decine di filetti di merluzzo, poi si ferma un attimo, da uno sguardo alla sua nuova assistente e si accende l’ennesima sigaretta. “Devi esserci nato per questo lavoro – ci dice con il suo mezzo sorriso – ti alzi alle 3 del mattino e non rientri prima del pomeriggio ed in inverno non è difficile imbatterti in onde di 12 o anche 15 metri. Certo che un migliaio di merluzzi in stiva ti ripagano di ogni sacrificio…”.

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