Planet Explorer 6, Norway: Day 4

Il quarto giorno inizia all’insegna della pioggia. Giornata tipica norvegese: nubi basse, cielo plumbeo, raffiche di vento e temperatura sullo zero…

DAY 4: Ballstad – Nusfjord – Hamnoy, 75 Km

Il quarto giorno inizia all’insegna della pioggia. Giornata tipica norvegese: nubi basse, cielo plumbeo, raffiche di vento e temperatura sullo zero…
La tappa di oggi è decisamente breve ma le cose che andremo a vedere sono fra le chicche più deliziose di queste isole che non finiranno mai di stupirci pur visitandole due volte all’anno. Da Ballstad, per riprendere la E10 che corre da nord a sud lungo le Lofoten, dobbiamo percorrere a ritroso una decina di chilometri prima di raggiungere il bivio che da Leknes ci immette di nuovo sulla strada principale. Il vento, specialmente lungocosta, soffia con decisione ed è proprio qui che verifichiamo la stabilità in rettilineo del Quadro4 che, appoggiandosi sulle 4 ruote, non fa nessuna fatica a mantenersi in equilibrio e a controbilanciare l’effetto vela, spesso vero punto critico del viaggiatore mototurista. Visto che di autovelox in giro non ce ne sono e di poliziotti ancora meno, in una galleria abbiamo modo di testare anche la velocità massima e a 7.800 giri di strumento sfioriamo i 140 km/orari a pieno carico. Niente male per un 350 cc. da 30 cavalli.

Trentotto abitanti in inverno e ventidue in estate racchiusi in qualche manciata di casette in legno colorate, quasi fossimo in mezzo alla fiaba di Hansel & Gretel. Siamo a Nusfjord invece, patrimonio mondiale dell’umanità ed inserito di diritto nella lista Unesco per essere uno dei villaggi di pescatori più antichi e meglio conservati di tutte le Lofoten. Nel piccolissimo centro, che è in pratica il porticciolo circondato dalle rorbuer, si respira specie in inverno un’atmosfera tutta particolare fatta di silenzio e di natura, di quella natura che ti avvolge dentro però e non ti lascia più andar via. Fiordi, scogliere e montagne dalle cime aguzze che vanno giù dritte sul mare, quel profumo acre di salmastro che ti si posa sulla pelle e i richiamo dei gabbiani che continua ad echeggiare nell’aria. Nel bel mezzo di questo avamposto così remoto ed isolato secondo voi chi possiamo incontrare? Ma un italiano sicuramente! E non poteva che essere così, visto che l’originalità di certe scelte e la creatività sono spesso un vanto del “made in Italy”.

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Michele è un italiano di doc di Torino, che ha lasciato l’Italia 35 anni fa per andare prima in India e poi in Nepal a ritrovare se stesso. E invece di se stesso trovò l’amore della vita, una bella fanciulla norvegese con la quale, dopo un anno di vagabondaggio in Asia, decise di far rientro in Europa, ma senza fermarsi in Italia, e di salire direttamente in Norvegia. Da argentiere a pescatore per la Findus nei gelidi mari di Capo Nord il passo è stato breve! Oggi Michele avrà una sessantina d’anni o poco meno, e da circa trenta svolge l’attività di artigiano. A parte la breve parentesi di pescatore negli ultimi vent’anni ha aperto un laboratorio ed un punto vendita proprio qui a Nusfjord, dove ha trovato pace e ispirazione, spaziando dall’astratto alla rappresentazione di soggetti figurativi, suggeriti dalla natura che lo circonda. E con grande forza di volontà e una buona dose di passione con oro, argento, pietre nobili e pietre dure realizza i suoi manufatti, piccoli ma autentici capolavori, tanto da meritarsi la citazione persino nella Lonely Planet! Michele è un personaggio, nostalgico e un po’ sognatore, ma non tornerebbe in Italia per nessuna ragione. Sa tutto di tutti, segue dal calcio alla politica, dal gossip al cinema, ama la cultura e adora spaghetti e Nutella!
Lo salutiamo lasciandogli una confezione di “Brutti e Buoni”, una minuscola fetta di quell’Italia che gli mancamentre noi ci avviamo verso Hamnoy, proseguendo verso sud e incontrando una di quelle bufere di neve che difficilmente si dimenticano…

Testo di Luca Bracali