Planet Explorer 6, Norway: Day 5

La chiusura di viaggio della sera scorsa non è stata delle più brillanti e Dio solo sa quanto sia stato impegnativo rimanere in piedi in mezzo ad una bufera di neve accompagnata da raffiche di vento trasversali.

DAY 5: Hamnoy – Hamnoy, 30 Km

La chiusura di viaggio della sera scorsa non è stata delle più brillanti e Dio solo sa quanto sia stato impegnativo rimanere in piedi in mezzo ad una bufera di neve accompagnata da raffiche di vento trasversali.Eppure viaggiare appoggiati su quattro ruote, seppure con interasse e carreggiata ridotti, dà i suoi indiscutibili vantaggi, fosse solo per le tante soste brevi di un viaggio cittadino dove il Quadro4 resta praticamente in piedi senza gravare minimamente sull’appoggio della gamba. Certo che le menti svizzero-italiane che lo hanno brevettato debbono avere avuto una grande fantasia in primis e poi si sono certamente distinti applicando la tecnologia ad un grande ingegno. Si chiama HTS (hydraulic tilting system ed è in pratica un sistema di sospensioni pendolanti in grado di far lavorare indipendentemente le ruote del mezzo portandolo ad un’inclinazione di ben 45°! L’assetto, una volta vinta la spinta inerziale, si mantiene assolutamente neutro e la stabilità dell’avantreno si apprezza anche sulle curve veloci e con fondo sconnesso.


Decisamente diversa invece la giornata di oggi che inizia subito con un bel sole ma poi, come spesso accade in queste isole che hanno una variabilità meteo misurabile sull’ordine delle decine di secondi, il clima si rovescia. Abbiamo veramente pochissima strada da percorrere oggi, vorrà dire che ci concentreremo maggiormente su ciò che vale la pena di visitare. Già dove soggiorniamo, Eliassen Rurbuer è di per sé un luogo meraviglioso, un ex-villaggio di pescatori composto da ben 35 rorbuer tenute in maniera perfetta che si adagiano all’interno di un fiordo e che rappresentano a mio avviso il luogo più pittoresco dell’intera Norvegia. Ma non sono il solo a pensarla così, visto il via-vai di fotografi che passano di qui ogni giorno, residenti o semplicemente in transito. Visto che siamo alle ultime propaggini della E10 continuiamo il nostro tour verso la punta più meridionale di queste isole passando sicuramente per Reine, un villaggio cresciuto ai piedi di montagne acuminate e adagiato sulle rive di un fiordo. Altra mecca per i fotografi di tutto il mondo. Ricordo quando lo vidi la prima volta quasi 25 anni fa, pensai che avrei voluto trascorrere qui la mia vita mettendo su un pub. Chissà se avrei avuto ragione oppure no…

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Una manciata di chilometri per arrivare al capolinea, A, il paese con il nome più breve al mondo! Non si immaginerebbe di certo ma è qui che la cultura e la tradizione del pesce e della pesca è fortemente sentita e proprio da qui si è sviluppata l’industria ittica delle Lofoten. Il merluzzo viene pescato in estrema abbondanza e pensate che sempre da A è iniziata l’esportazione dello stoccafisso in Italia, proprio perché diversi secoli fa, alcuni naviganti veneziani naufragarono su queste coste e, dopo essere stati tratti in salvo, ebbero modo di conoscere ed apprezzare la più grande ricchezza dei mari del nord.

Una giornata dedicata più al pesce che al viaggio e allora, tanto per restare in tema e non smentirsi, rientriamo ad Hamnoy per far visita e per gustare le specialità di un ristorante, il Krambua che ha appena aperto i battenti. Lui è uno chef svedese, lei una guida italiana trapiantata a Stoccolma. Si sposano e dopo il matrimonio decidono che è il momento di fare il grande passo e aprire una attività in proprio. Mike e Noemi ci promettono che stasera degusteremo un piatto molto speciale, a base di pesce fresco naturalmente, ma un pesce per pochi intimi, un ippoglosso argentato che si pesca a 600 metri di profondità. Un carpaccio delizioso, prelibato, dal profumo del mare, avevano proprio ragione a dire che la grande cucina è fatta di ingredienti naturali e condita di passione…